Tribunale di Vicenza, 23 Settembre 2019. Est. Eloisa Pesenti

La sentenza n.1926/2019 emessa dal Tribunale di Vicenza pone l’accento sulla questione relativa agli effetti dell’azione revocatoria in caso di successiva alienazione del bene, a titolo oneroso, ad un terzo sub-acquirente di buona fede.

Il Tribunale, nel caso di specie, ha condannato il debitore “a risarcire il danno cagionato ai creditori sottraendo il bene alla garanzia patrimoniale ex art. 2740 c.c., mediante il pagamento del valore dell’immobile, pari a euro 90.000,00 oltre rivalutazione e interessi legali dal 7.5.2013. Per costante giurisprudenza, infatti “L’accoglimento della domanda di risarcimento del danno ex art. 2043 c.c., proposta dal creditore nei confronti del terzo acquirente di un bene dal suo debitore in forza di un atto di disposizione assoggettabile a revocatoria, presuppone:

1) che l’atto dispositivo del patrimonio del debitore sia revocabile ai sensi dell’art. 2901 c.c.;

2) che, dopo la sua stipulazione, il terzo abbia compiuto atti elusivi, in modo totale o parziale, della garanzia patrimoniale;

3) che il fatto del terzo sia connotato da un’originaria posizione di illiceità concorrente con quella del debitore (“consilium fraudis”) ovvero da una posizione di illiceità autonoma;

4) che sussista in concreto un “eventus damni” causato dal fatto illecito del terzo”.

Per approfondimenti:
https://mflaw.it/sui-limiti-dellazione-revocatoria-nellalienazione-al-sub-acquirente-ex-art-2901-4-co-c-c/

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Author: MFLaw.it